Sfiguramento

Sfiguramento. Poesie, 2013, ebook

Sfiguramento come assenza, perdita, dissoluzione. Distanza obbligata tra l’esistenza e il pensiero. 
Sfiguramento come ‘vuoto’, necessità di mettere in discussione ogni cosa, rinunciare ai soliti schemi, fuggire le proprie pulsioni egocentriche. 

L'idea del titolo nasce da un testo teorico di Paul de Man: Autobiografia come "sfiguramento". Avevo in testa questa parola già da prima che il libro prendesse forma: sono 'poesie andate a vuoto', ricerche in versi sul Niente e i suoi effetti sulle emozioni. Per la prima volta, ho scritto senza punteggiatura, lasciando che l’ossatura dei componimenti fosse sottesa e invisibile. 

È un libro immediato, forse più ermetico dei precedenti. L’ho scritto per me, senza badare all’esigenza di essere comprensibile a tutti i costi. Proprio per tale motivo, le note esplicative sono scomparse: una decisione sofferta ma necessaria per rendere il libro ancor più evanescente, quasi alla stregua di una visione.

La silloge, articolata in cinque sezioni, ha inizio da ‘Altri’, da una realtà esterna che le parole non vogliono più catturare. ‘Irrealismi’, di conseguenza, è il risultato di tale rinuncia: venuto meno il dialogo, il testo si fa autonomo, quasi volesse ribellarsi a chi l’ha scritto. ‘Riflessi e riflessioni’ porta avanti questo discorso, il tentativo di dare un senso alle distorte immagini che hanno preso vita. Le parti conclusive – ‘Oltre’ e ‘Manifesto’ – chiudono Sfiguramento in nome di un ulteriore passaggio e trovano, nell’ultima lirica, una vera e propria dichiarazione di poetica: il Diego di adesso.

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