Ri-creazione

Ri-creazione. Racconti, introduzione di Valentina Fiume, 2014, ebook
Si tratta del mio primo 'libro' narrativo, dove ai racconti 'editi' (apparsi sul blog e in altre antologie), se ne affiancano altri mai pubblicati, scritti a ridosso degli ultimi mesi: 14 storie, ciascuna pronta a narrare un'esistenza, creata e ri-creata dentro quel gioco chiamato 'vita'. 
Come sempre, nel volume trovano spazio anche le immagini, pronte a istituire un contrappunto visivo alla ri-creazione vera e propria. 


Booktrailer


Ri-creazione. Ri-crearsi. Essere ri-creati. Ri-posarsi. Ri-storarsi. Addentrarsi nello snodarsi labirintico di questa raccolta è procedere a tentoni dentro lunghi cunicoli bui, antri cavernosi e gallerie sotterranee; in mano un piccolo lume pronto ad abbandonarci improvviso. Dentro uno spazio che non è spazio, in una di «queste zone di confine» in cui il lettore si ritrova tra gli scarti e le macerie di una vita che non dà scampo. Cercarsi, ritrovarsi, perdersi. La scrittura di Diego Salvadori è un continuo svolgersi tra luoghi abbandonati, rovine e mai troppo distanti da un fiume, un rio o una gora. La vita porta in sé i germogli della morte e con essa la fievole illusione di una rinascita. La figura sulla soglia della copertina si staglia a metà avvolta dalla luce e generata dal buio: il contrasto è forte in tanti dei racconti. La danza furibonda che vita e morte compiono in un gioco di colori impregna le pagine della raccolta: il nero, ovvero caos, distruzione, intolleranza, insofferenza e lapidaria condanna sfuma nel verde, ovvero la vitalità, l’energia, la natura di un io pronto a rompere la pelle che lo imprigiona.
Seguire le ombre si rivela un viaggio iniziatico e solitario, un vedersi controluce e non afferrarsi mai. La frustrazione per non essere la maschera che gli altri vogliono far indossare, per non poter essere quel riflesso perso in uno stagno nei luoghi cari al nostro Io, l’angoscia di non capire fino in fondo ciò che stiamo inseguendo. Lo sguardo dello scrittore/poeta è relegato ai margini, alle zone di confine, ai cigli della strada, alle rive dei rigagnoli d’acqua. È curioso, insaziabile, impaziente. Sensibile al deforme in cui tanto si specchia. La raccolta è un discendere agli Inferi e un risalire costante. Un doloroso riaprire gli occhi alla luce livida della vita con la stessa furia e disperazione del non riuscire a spalancare gli occhi in sogno.
Un cammino scosceso in mezzo a vite non vissute, a parole mozzate, a sensi di colpa per essersi abbandonati a qualcuno o a qualcosa e, forse e più incoscientemente, a se stessi.Il paesaggio in cui accadono vita e racconto è quello della campagna toscana, nel silenzio scivolano l’Elsa e altri fiumiciattoli, e poco più distanti case abbandonate in cui si nasconde l’ombra dell’Io. Un paesaggio che spesso si trasfigura, a volte in luogo di memoria, a volte in sogno e persino, talvolta, in un salone in cui si ritrovano gli oggetti imprestati. Una nuova Luna e un nuovo Astolfo.
 (dall'Introduzione di Valentina Fiume)